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Via del Campo...by Eldrad
view post Posted on 5/1/2007, 18:46Quote
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Via del Campo
Master: Eldrad
Giocatori: Corillo!!!, Dawareid, Pigny

LV: 1°
Manuali autorizzati: Manuale del Giocatore
Caratteristiche: 17-15-13-12-11-8
MO iniziali: pag. 111, Manuale del Giocatore, 2 MO e 5 MA per dado lanciato (e per 10 dove specificato)
Allineamenti autorizzati: non Legale & non Malvagio

Come postare:
- No Smiles
- OT Limitati e in spoiler
- No abbreviazioni. Di nessun genere (nemmeno se OT, scordatevi il ke e il nn...)
- Scrivere in modo corretto grammaticalmente e lessicalmente (ove possibile, ma se scrivete male non vi scanniamo!)
- Discorsi e pensieri in colore, preferibilmente delimitati da - [...] - i discorsi, e da * [...] *
- Evitare frasi del tipo "Fammi una prova di osservare" e preferirle a frasi del tipo "Aguzzo la vista sulla zona" (in ogni modo specificate in spoiler cosa volete fare in termini di D&D se poco chiaro...)
- Evitare minimalismi (più siete descrittivi e più premi meritate ;))

Edited by Eldrad - 4/7/2007, 13:57

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CITAZIONE
"Pure questa è cos'e nient. È sempre cos'e nient. Tutte le situazioni le abbiamo sempre così risolte. È cos'e nient. Non teniamo che mangiare: è cos'e nient. Ci manca il necessario: è cos'e nient. Il padrone muore e io perdo il posto: è cos'e nient. Ci negano il diritto della vita: è cos'e nient'. Ci tolgono l'aria: è cos'è nient, che vvuò fa. Sempre cos'e nient. Quanto sei bella. Quanto eri bella. E guarda a me, guarda cosa sono diventato. A furia di dire è cos'e nient siamo diventati cos'e nient io e te. Chi ruba lavoro è come se rubasse danaro. Ma se onestamente non si può vivere, dimmi, dimmi "vabbuò è cos'e nient. Non piangere è cos'e niente. Se io esco e uccido a qualcuno è cos'e nient. E se io impazzisco e finisco al manicomio e ti chiedono perché vostro marito è impazzito tu devi dire: è impazzito per niente. È cos'e nient. È niente"

Edoardo de Filippo


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La vostra storia, che (si spera) verrà ricordata nei secoli, comincia nei Reami di Aran. Non sono realmente monarchie nel Sol di Mezzogiorno, ma sono più di varie città-stato qua e là sparse, governate da signorotti locali e saltuariamente da piccole repubbliche... Nel Reame a sud di Aran la razza dominante è quella umana, ma ciò non provoca razzismi o simili questioni: tutte le razze son bene accette, fuorché quelle tipicamente malvagie, e le razze solitamente anarchiche son viste di mal occhio. Il deserto impera ad Aran, il Reame è reduce dall'Ultima Guerra Civile, delle Spine: nella città dove ognuno per diversi motivi si accinge ad entrare, la Splendente e Marina Huk Naborréin, l'ex sultano della città (di cui non si conosce il nome) ha in qualche strano modo affidato il comando politico-amministrativo ad un suo lontano parente, il giovane, adesso Lord, Jaröhnirr Kòlterskied, prima Maestro di Cerimonie delle bande artistiche di periferia, che ha respinto con successo ogni colpo di stato... Contrariamente alle sue origini, Lord Jar si è dimostrato un ottimo sovrano per questo suo primo decennio di attività, con varie riforme pungenti ha scacciato la criminalità organizzata dalla città, ha costruito l'acquedotto e uno speciale centro di filtraggio che riesce a separare la salsedine del mare dall'acqua pura e potabile... adesso è visto quasi come una grazia divina, perciò, dopo un anno di duro lavoro, gli dedicano allo sbocciare delle rose del deserto una settimana di festività, addirittura v'è in quel periodo una fiera, la Fiera delle Rose del Deserto, appunto...
La vostra storia comincia una settimana prima della Fiera, sono esposte e si vendono le migliori cianfrusaglie in questo periodo, Huk Naborréin è in gran fermento...


Contrariamente a quanto sia l'uso comune, la Rosa del Deserto è considerata dal popolo del Sud Aran non la formazione minerale tipica dei paesi desertici, ma il fiore della Rebutia Heliosa, tipico dei deserti aridi, che sboccia più o meno in ciò che corrisponde nei paesi più a nord al periodo primaverile...

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(è l'ambientazione, nn postate ^_^)

Edited by Eldrad - 7/1/2007, 20:43

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CITAZIONE
"Pure questa è cos'e nient. È sempre cos'e nient. Tutte le situazioni le abbiamo sempre così risolte. È cos'e nient. Non teniamo che mangiare: è cos'e nient. Ci manca il necessario: è cos'e nient. Il padrone muore e io perdo il posto: è cos'e nient. Ci negano il diritto della vita: è cos'e nient'. Ci tolgono l'aria: è cos'è nient, che vvuò fa. Sempre cos'e nient. Quanto sei bella. Quanto eri bella. E guarda a me, guarda cosa sono diventato. A furia di dire è cos'e nient siamo diventati cos'e nient io e te. Chi ruba lavoro è come se rubasse danaro. Ma se onestamente non si può vivere, dimmi, dimmi "vabbuò è cos'e nient. Non piangere è cos'e niente. Se io esco e uccido a qualcuno è cos'e nient. E se io impazzisco e finisco al manicomio e ti chiedono perché vostro marito è impazzito tu devi dire: è impazzito per niente. È cos'e nient. È niente"

Edoardo de Filippo


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X DAWAREID
Ti trovi sulle vette del Monte Bréndarkorkz, monte della catena di Tàmoe, il picco più basso... Stai sfogando tutto te stesso a spadate contro un abete del luogo. D'improvviso un giovine moro barbuto, dagli occhi di bosco, appare su un cavallo pece... viene a conoscerti...
Quest'uomo dapprima sembra nei tuoi confronti amichevole, apprezza la tua arte, ma dopo vari disguidi dovuti alla tua scarsezza di lessico, soprattutto la ripetizione della parola "battaglia", portano te e lui ad un duello mortale a mani nude.
Ne approfitti di una sua sconsideratezza, e gli infizzi, mentre siete entrambi a terra, la tua spada nella coscia destra, fregandotene delle regole del duello, come da tuo carattere.
L'uomo ti implora, in fin di vita, con tono affannoso:
"Spadaccino... porta questa lettera a mia figlia Danabi... Danabi Wishobs... di Huk Naborréin... non ti puoi confondere, è l'unica mezzelfa con l'orecchio sinistro tagliato come quello di un'umana... saprà fare lei... poi... Mi raccomando non leggerla prima di avergliela consegnata...
Sei stato un degno avversario... amico... Avrai un grande futuro, non deludermi...
"
Invano tenti di fermargli il sangue con delle erbe e un po' di terra, ma non ci riesci, è troppo tardi... Continui a gridare ai monti la parola "amico"... I monti ti rispondono, facendoti eco...
Adesso devi consegnare la lettera alla figlia del tipo, ti pare che si chiami Danabi... Fissi quella tua parola in mente... Danabi...
Prendi tutti i tuoi miseri averi, lasci la casa incustodita (è una catapecchia, nessuno la prenderà mai), prendi il cavallo color pece dell'unica persona in vita tua che sentitamente ti chiamò amico... parti per quella città... ah sì... Huk...
La via per andarci la conosci, bisogna solo ricordarsela ed orientarsi...
Sei nel deserto, e sai perfettamente dove andare, Huk la vedevi dai monti...


Edited by Eldrad - 7/1/2007, 22:07

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CITAZIONE
"Pure questa è cos'e nient. È sempre cos'e nient. Tutte le situazioni le abbiamo sempre così risolte. È cos'e nient. Non teniamo che mangiare: è cos'e nient. Ci manca il necessario: è cos'e nient. Il padrone muore e io perdo il posto: è cos'e nient. Ci negano il diritto della vita: è cos'e nient'. Ci tolgono l'aria: è cos'è nient, che vvuò fa. Sempre cos'e nient. Quanto sei bella. Quanto eri bella. E guarda a me, guarda cosa sono diventato. A furia di dire è cos'e nient siamo diventati cos'e nient io e te. Chi ruba lavoro è come se rubasse danaro. Ma se onestamente non si può vivere, dimmi, dimmi "vabbuò è cos'e nient. Non piangere è cos'e niente. Se io esco e uccido a qualcuno è cos'e nient. E se io impazzisco e finisco al manicomio e ti chiedono perché vostro marito è impazzito tu devi dire: è impazzito per niente. È cos'e nient. È niente"

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Dawareid
view post Posted on 8/1/2007, 01:10Quote

Utente cancellato






sapendo propio dove andare do un calcio forte sul dorso del cavallo e sempre non pensando a altro che a D...a...n....a....b....e ad improviso mi viene in mente orecchia da uomo tagliata come una di un elfo???... pensieroso rimango mentre vedo ogni volta la cita piu grande venire verso di me.......
 
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view post Posted on 12/1/2007, 19:38Quote
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X DAWAREID
Sabbia fine, negli occhi... Dune, dune e ancora dune, il primo giorno è infernale, un inferno non solo di fuoco, ma anche di freddo... Il dì ti ritrovi sotto un sole cuocente, la notte sotto una luna gelante... Ti sembra come se il deserto si ritiraesse sempre più all'orizzonte, come se qualcosa di magico e misterioso non ti volesse far arrivare in città... La vedi vicina, ma ti sembra sempre più lontana... e la notte scompare... Cose del genere capitano anche il secondo, e fino al tramonto del terzo... Ma non ti preoccupi più di tanto, sei sicuro che è il deserto spesso mette alla prova i suoi attraversatori, e tu questa prova l'hai vinta parecchie volte...
Strematissimo sia te che il tuo cavallo pece, senza bere né mangiare per 3 giorni, arrivi alla Splendente e Marina città di Huk Naborréin! Vedi la grigia cinta, le elevate guglie, gli alti torrioni, i luminosi minareti, le tonde moschee, e il sole tuo tentato assassino si spegne lentamente sul mare, sempre più sfocato, proprio come se producesse vapore quel fuoco ardente al contatto con l'acqua...
La città... quale visione! Sembra di maggiore consistenza, e meno sfocata... è la vera città di Huk Naborréin, non le sue copie fantasma... Stai sul tuo cavallo pece, sei stressato, hai fame, sete, sonno, ti senti morire...
Ti immetti sulla strada di candida pietra su cremisi sabbia, e ti avvii alle porte cittadine, aperte.
In lontananza scruti due persone, sembrano guarde sull'attenti, con alabarde, in vesti blu, turbante bianco, e luccicanti armature argentee... Ma ricordati: nessuna armatura è più splendente del sole, anche quello calante...
In questo gioco di luci, di silenzio, di sofferenza, sei prossimo all'entrata in città, sei a qualche metro da queste guardie, ti fissano incuriosite...

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CITAZIONE
"Pure questa è cos'e nient. È sempre cos'e nient. Tutte le situazioni le abbiamo sempre così risolte. È cos'e nient. Non teniamo che mangiare: è cos'e nient. Ci manca il necessario: è cos'e nient. Il padrone muore e io perdo il posto: è cos'e nient. Ci negano il diritto della vita: è cos'e nient'. Ci tolgono l'aria: è cos'è nient, che vvuò fa. Sempre cos'e nient. Quanto sei bella. Quanto eri bella. E guarda a me, guarda cosa sono diventato. A furia di dire è cos'e nient siamo diventati cos'e nient io e te. Chi ruba lavoro è come se rubasse danaro. Ma se onestamente non si può vivere, dimmi, dimmi "vabbuò è cos'e nient. Non piangere è cos'e niente. Se io esco e uccido a qualcuno è cos'e nient. E se io impazzisco e finisco al manicomio e ti chiedono perché vostro marito è impazzito tu devi dire: è impazzito per niente. È cos'e nient. È niente"

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Dawareid
view post Posted on 12/1/2007, 22:18Quote

Utente cancellato






Inervosito da queste guardie,mi fermo tento di rendermi conto che razza sono e che armi portano, e se sono delle guardie imperiali, scendo dal lato destro del cavallo e faccio finta di cercare qualche cosa e intanto scruto il posto, poi raggiro il cavallo e scruto ancora il posto da questo punto di vista, poi mi aggancio il scudo e impugno la spada ma mettendo il cavllo davanti a me provando che le guardie non intendano le mie intenzionie, il sangue mi scorre come il fiume tra le montagne, l'udito non sente altro che il battito e il respiro delle guardie......
prova di osservare dalla destra e alla sinistra del cavallo, prova di osservare le guardie, e prova di nascondere(anche se non ce loXD)
 
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view post Posted on 19/1/2007, 23:25Quote
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X DAWAREID
D'improvviso, quella tua focalizzazione sull'udire le tue vene e le loro si dissipa... Il vento lascia il posto al sangue, a destra, a manca, solo vento... e col vento, nel deserto, viene portata anche la sabbia, la sabbia negli occhi, fine, fastidiosa, la sabbia che irrita... Tanto fine e tanto crudele! No, nient'altro che sabbie...
I due figuri di taglia umanoide, probabili mezzelfi o umani, sono coperti in viso, solo il taglio di occhi si vede, ma sei lontano e non puoi distinguere... Le splendenti armature, nelle sabbie del deserto, sono come delle armi mai usate, da tempo su un piedistallo aperto, impolverito... Polvere accecante pervade l'aria, si preannuncia qualcosa di terribile o quantomeno distruttivo se non prese le dovute precauzioni...
Gli alabardieri, in impolverite armature argentee ed eleganti vesti blu, si avvicinano alla tua persona... sicuramente non in tono minaccioso, hanno posato le loro armi, uno di loro ti si avvicina a te... Degli occhi fiamma, a mandorla, piccole sopracciglie e curati baffi su uno sfondo di pelle carbone, ecco chi ti si avvicina...

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CITAZIONE
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Dawareid
view post Posted on 19/1/2007, 23:46Quote

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mi preparo alla azzione... la mia mente non crede in una cratura che creata dalla natura voglia solo.. e mi viene in mente "AMICO".... abasso la spada ma non la guardia con lo scudo....
e grido "Huk Naborréin," e segnalandomi l'orecchio"Danabi, orecchio da... quel dubbio mi scatena un'ira contro me stesso della mia ignoranza e della mia stupidita e mi comincio a agitare le mie mani cominciano a tremare, e ricordando la parola amico dico io no bataglia, e segnalando loro con la spada dico AMICO!! disperato come non mai, mi metto la mano dello scudo nella armatura e tiro fuori la lettera per Danabi e disse con la voce tremolante e ancora piu disperata e l'ira che sale alle stelle e ormai e un odio contro le guardie non piu contro di me e grido segnalando la lettera"Danabi....
 
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view post Posted on 8/2/2007, 16:11Quote
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X DAWAREID

Ti si stava per avvicinare una guardia, ai tuoi gesti si ritira, fa qualche passo indietro... L'altra guardia è ancora lontana ad osservare la scena...
Quella vicina a te poi pensa di avvicinarsi... forse avrà pensato tu sia un pazzo disperato... Si china, vicino te... I suoi movimenti sembrano più sinuosi di quanto un uomo possa in un'armatura del genere... E mentre ti dà continue pacche commiserevoli sulla schiena, ti dice in tono quasi affettuoso, come se lui fosse stato un amico di vecchia data... -Amico, non preoccuparti per ciò che ti affligge! La vita va avanti! Fregatene, guarda dritto!-
Mentre ti parla ti prende la lettera, la guarda a destra, a manca, e la poggia a terra... Stava quasi per insabbiarsi nel deserto, ma il secondo alabardiere si avvicina... è moro anche lui, sembra vecchio, rasato... Occhi pietra che traspirano la stanchezza di vivere...
Prende la lettera... -Danabi, dici? Chi Danabi?- Sta per aprire la lettera...


Edited by Eldrad - 11/3/2007, 22:14

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CITAZIONE
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Dawareid
view post Posted on 11/3/2007, 19:54Quote

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ormai al orlo del precipiszzio chiamato delirio, arriva una parola sulle mie orecchie niente di piu che quella parola poteva calmarmi, AMICO abasso la guardia e dico con voce calma e soridente -Danabi...- il dubbio mi abatte ancora e rispondo indicandomi l'orecchio -tagliato-.....
prendo il cavallo, strappo dalle mani della guardia la lettera,e dico - amico- e mi avvio verso la porta di ingresso...oviamente penso non lascio edl tutto la guardia e con la coda del occhi continuo a guardare verso di loro...
 
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view post Posted on 11/3/2007, 22:12Quote
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X CORILLO
I sotterranei cavernosi sono il miglior posto che esista... a meno che non siano umide... Ecco, ti hanno lasciato qui, in questo umido posto, dove l'acqua fa da padrona, sia all'orecchio che al tatto... l'aria è così umida che la si può sentire toccandola, è fredda... Fortuna che dopo due mesi di vagabondaggio riesci a trovare una strada che porti in superficie, in posti più "secchi". Scovi un passaggio che sale sempre più su, e avverti tutto il vento sputarti addosso le sue minacce... si vede che non ti vuole nel suo mondo...
Ma tu, imperternito, continui la tua salita... e più sali e più il vento non ti vuole, ora ti sputa pure la sabbia addosso, a fatica te la scrolli...
Sei in superficie, su un dirupo tra Le Gole, serie di valli erose con superfici molto ripide, canyon... osservi su un livello inferiore un carro con delle tende enormi sopra, sembra una carrozza, o una carovana o qualcosa del genere... di fianco due tipi che siedono su due scatole in legno... sono in lunghi abiti color porpora e avorio, sono completamente coperti... Il tutto è distante un salto da te...
Il vento continua a rifiutare altre genti nel suo deserto... steppaglie qua e là gridano la loro disperazione... fischiano...
La sabbia ha sempre dato fastidio a tutti, non dico agli abitanti sotto la superficie... Non ti ha mai visto e già il deserto ti odia!



X DAWAREID
Il tuo progetto sfuma... La giovane guardia mora ti prende per un braccio e ti ferma quando ormai sei sopra il cavallo -Eh no, non hai afferrato, bello! Vuoi entrare in città? E allora scendi dal cavallo e vieni con noi dentro, senza fare storie...-
L'altro sta in silenzio, osservandovi.


Edited by Eldrad - 22/7/2007, 00:29

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CITAZIONE
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Dawareid
view post Posted on 12/3/2007, 16:26Quote

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allora mi vene in mente il fiume xyyx, che per atraversarlo dovevo dare un tributo di due falchi giganti ai cocodrilli, quindi scendo dal cavallo e consegno le corde che legavano il cavallo, e le do in mano con un gesto di alle guardie ma con un po di nervoso mi avvio ancora verso la entrata con la spada in mano e pronto alla bataglia......
 
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view post Posted on 12/3/2007, 18:50Quote
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Colla tipica resistenza alle intemperie ,che potrebbe essere scabiata da un estraneo per semplice pacatezza, tipica dei nani ma in particolare degli sventratori punto con fermezza la mia ascia nella sabbia e, dopo aver sputato nella rena, urlo ai quelle due persone.

"Ehi! Umani! Dico a voi" lascio il tempo di farli voltare "Dove ci troviamo esattamente?"

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Epilogo

"Il tuo corpo era ancora caldo che noi già disputavamo la tua eredità e continuammo a combatterci per anni. Tu non c'eri più e con te se n'era andato il sogno che c'aveva tenuti uniti. Leptine volle seguirti e la trovammo agonizzante ai piedi del tuo letto, coi polsi recisi. La regina madre Sisygambis si coprì il capo con un velo nero e si lasciò morire d'inedia. Roxane dicese di vivere perché potesse vivere tuo figlio.
"Perdicca coronò il suo sogno e sposò Cleopatra, ma fu il primo a cadere nel tentativo di tenere insieme il tuo impero. Cadde in battaglia contro i miei eserciti. Povero Perdicca!
"La cosa strana è che, benché ci combattessimo aspramente facendo e disfacendo continuamente le nostre alleanze, non ci odiavamo, anzi, in un certo senso continuavamo a rimanre amici. Una volta, anni dopo la tua scomparsa, ci incontrammo tutti a Babilonia per trovare un accordo e invece, dopo un po', la riunione degenerò in una rissa. Ma, a un tratto, Eumene spuntò da dietro una porta e gettò sul tuo trono vuoto il tuo mantello e il tuo scettro e come d'incanto il litigio cessò, le voci s'attenuarono, gli sguardi e i volti si fecero pensosi. Anche se soltanto per un attimo, tu eri tornato e noi stavamoo lì, davanti a quel mantello e a quel trono vuoto come se tu fossi riapparso improvvisamente, come per miracolo.
"Non siamo stati degni di te, eppure cercavamo d'imitarti in tutto: ci facevamo ritrarre nello stesso atteggiamento, con la testa leggermente piegata sulla spalla destra, coi capelli alti sulla fronte, anche quando di capelli ce n'erano rimasti ben pochi, ma era solo per sfruttare la tua immagine. Non abbiamo nemmeno avuto il coraggio di salvare la tua famiglia, distrutta, annientata senza pietà per un comma in calce a un trattato di spartizione:" Qualora dovesse succedere qualcosa al bambino, la Macedonia andrà a...".
Come condannarlo a morte. Che orrore: tua moglia, tua madre, tuo figlio, tutti morti... La sete di potere ci aveva inaridito l'anima, ci aveva trasformato in mostri.
"E quasi tutti ripudiammo ben presto le spose persiane che ci avevi dato, a parte Seleuco che amava la sua Apama e le dedicò bellissime città.
"Seleuco... per qualche tempo fu lui il nuovo Alessandro e riuscì quasi a resuscitare il tuo impero. Ora è vecchio come me, pieno d'accacchi. Ci siamo fatti la guerra più volte, o meglio, i nostri eserciti si sono scontrati sui confini delle Celesiria, lasciati troppo incerti da un altro trattato, uno dei tanti, troppo vago, ma siamo sempre rimasti in buoni rapporti, come vecchi amici.
"non so come stia ora, ma credo che anche lui sia prossimo alla fine. Quanto a me, ho lasciato oramai da due anni lo scettro e il regno a mio figlio, Tolomeo II, per scrivere questa storia. L'unico mio vanto, a parte quello di aver saputo rinunciare spontaneamente al potere prima che la morte mi ci costringesse, è stato quello d'averti riportato qui, nella tua Alessandria, l'unico luogo degno di te. Oh, come vorrei che tu la vedessi ora! E' bella, sai? E' una città meravigliosa e fiorente, proprio come tu l'avevi sognata, ricordi?
"Eravamo ragazzi allora, e il nostro animo ardeva dei sogni che tu ci rappresentavi davanti; eravamo come dèi quando cavalcavamo al tuo fianco, risplendenti nelle nostre armature.
"E' ora di chiudere gli occhi, anche per noi che siamo vissuti troppo a lungo. E questa volta per sempre."

Ptolomeo I, Faraone d'Egitto



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view post Posted on 23/5/2007, 13:47Quote
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X DAWAREID
"Ma capisci quando parlo? Siamo Amici, ho detto... quindi rinfodera quell'arma. Una città non è il posto più adatto per sfoggiare i 'ferri del mestiere'..." disse il giovin moro.
L'altro più anziano esortò il primo "Se preso diplomaticamente è innocuo, vacci cauto con i movimenti, e misura le parole". Poi ti si avvicinò, protrasse la mano dalla sua sacca dove aveva posizionato momentaneamente la lettera a Danabi, e te la tese: "Questa è tua!", ti sorrise.


X CORILLO
I loschi individui stavano pacatamente assaporando una minestra all'ombra della carovana... Appena sentitoti, quello a destra di loro fece un segno al compagno, mano destra tesa e lontana, come se volesse indicare di aspettare. Si alzò dalla cassa e posò su d'essa la minestra. "Salve straniero!", era una voce femminile, di ninfa delle caverne, note acute e sensuali... "Ehi straniero? Hai perso la parola?!", disse ridendo... Il compagno di quella continuava a sorseggiare la minestra, guardandola parlarti...

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CITAZIONE
"Pure questa è cos'e nient. È sempre cos'e nient. Tutte le situazioni le abbiamo sempre così risolte. È cos'e nient. Non teniamo che mangiare: è cos'e nient. Ci manca il necessario: è cos'e nient. Il padrone muore e io perdo il posto: è cos'e nient. Ci negano il diritto della vita: è cos'e nient'. Ci tolgono l'aria: è cos'è nient, che vvuò fa. Sempre cos'e nient. Quanto sei bella. Quanto eri bella. E guarda a me, guarda cosa sono diventato. A furia di dire è cos'e nient siamo diventati cos'e nient io e te. Chi ruba lavoro è come se rubasse danaro. Ma se onestamente non si può vivere, dimmi, dimmi "vabbuò è cos'e nient. Non piangere è cos'e niente. Se io esco e uccido a qualcuno è cos'e nient. E se io impazzisco e finisco al manicomio e ti chiedono perché vostro marito è impazzito tu devi dire: è impazzito per niente. È cos'e nient. È niente"

Edoardo de Filippo


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Dawareid
view post Posted on 24/5/2007, 15:42Quote

Utente cancellato






dopo aver sentito quelle parole mi senti piu calmo ma non capendo molto bene le parole non rimetei la spada a posto e prendendo la lettere con delicatezza mi aviai verso le porte dela cita... sempre guardando con la coda del ochio per vedere i movimenti che facevano.....e pensando "io non sono facile da calmare, quando ho un obiettivo"....

io avevo dato il cavallo in mano alla guardia che e sucesso???
 
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21 replies since 5/1/2007, 18:46
 
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